Le passioni (hobby è concetto superato) al tempo di internet



Una “passione” per essere tale, oggi, al tempo di internet deve farci seguire dei passaggi precisi:

1) Deve, innanzitutto, nascere improvvisa, mentre si guardano video su youtube di notte, da insonni, cercando altro. Bisogna imbattersi in qualcosa che, nell’alternanza sogno veglia delle tre di notte di un martedì, catturi magneticamente l’attenzione. Faccia sembrare ogni altra attività umana inutile e causa di perdita di tempo; deve fare esclamare “cazzo, voglio farlo anche io! Cosa mi sono perso tutto questo tempo!”. Anche se si sta parlando di manutenzione di vecchi giradischi o di sculture in alluminio.

2) Andare nei siti e forum specializzati. Scoprirne centinaia, leggere migliaia di pareri di esperti fanatici ortodossi della passione in questione. Sentirsi un neofita, un po’ dilettante un po’ impostore. Volerne di più, voler diventare come loro, adepto accettato, membro della grande comunità specialistica della passione. Volere essere parte della grande famiglia. Farsi idee raffazzonata, caotiche e contradditorie su tutti i dettagli della passione in questione: “Per lavorare l’alluminio meglio una fresa a punta 8 o 11?” oppure “per pulire le puntine una spazzolina in polietilene può andare?”. Scegliere da che parte stare, quale partito sposare, quale scuola di pensiero, così, sulla fiducia, in base agli utenti che ci sembrano più dotti, competenti. Iniziare a venerarli come maestri.

3) Una volta nata, la passione, letto migliaia di pareri, scoperto il mondo che si cela dietro ad essa, occorre metodo, disciplina, razionalità, organizzazione.
Bisogna andare su Amazon.
Cercare gli strumenti/apparecchi/dispositivi che possano permetterci di impadronirci della tecnica. Trovare la versione ENTRY LEVEL (per forza, la più economica e facile da utilizzare). Comprare tutto di foga. Tra sei giorni arriva la fresa. Devo trovare un posto in casa per il kit di spazzoline in polietilene.

4) Una volta impadronitici della passione (o meglio, una volta che essa di è impossessata di noi), stabilito che siamo ufficialmente appassionati a quella cosa, essa va comunicata. Tendenzialmente la prima persona a saperlo è la compagna. Si valuta la profondità e l’importanza della passione scelta da quanto questa metta in crisi il rapporto sentimentale. Più crisi c’è, più siamo sprofondati nella passione. Senza rendercene conto siamo già infognati al punto giusto.

5) Dopo aver svolto tutti i punti sopra elencati, occorre crearsi adepti, compagni di meraviglia, sodali e complici. Si tasta il terreno, si parla ossessivamente con amici e parenti della passione, si gettano esche un po’ dappertutto. Qualcuno di solito abbocca. Ci chiede informazioni, si interessa, mostra curiosità viva. Ci sentiamo specialisti plurilaureati. Siamo felici. La passione ci ha travolti e ora ci rende tutto con gli interessi.
Nel frattempo continua la visione di video e lettura di forum specializzati: la lingua non è più straniera. Iniziamo a padroneggiare la materia. In cuor nostro sbeffeggiamo i nuovi adepti che fanno capolino con domande ingenue e velleità puerili. Pivelli.
Con il resto del mondo ormai, parliamo più soltanto della nostra passione. Non scorgiamo gli sguardi carichi di pena e fastidio degli altri che ci ascoltano. Anzi, proviamo dolore per loro che ne sono esclusi, da tanta meraviglia.

6) Si mette in pratica la passione, finalmente. Gli strumenti ordinati sono arrivati. La fresa, scopriamo, non è che lavori così bene l’alluminio (acquistato da un grossista di provincia a peso d’oro), ma è normale, non è un attrezzo professionale, d’altronde per imparare, col tempo, con la pratica, qualcosa però fa, guarda qui questa farfalla che ho realizzato, ok, sembra una piadina, ma comunque l’ho fatta io in mezzora, pensa fra tre quattro anni, cosa sarò in grado di realizzare… Si manda a questo punto la foto della farfalla piadina d’alluminio al disgraziato che abbiamo convinto a seguirci nella passione travolgente. Si sceglie l’angolatura migliore. Ci si sente fieri, aspettando il wow ammirato di risposta. E questo è niente, bisogna aggiungere.

7) Si prova e riprova per qualche giorno. Sempre meno, sempre più saltuariamente. Non ho tempo, la vita, il lavoro, la fresa fa rumore, gli scarti per terra da pulire, avessi un laboratorio, anche solo una cantina attrezzata, magari con la bella stagione, mi metto in balcone e via.
La passione va seppellita dopo circa un mese e mezzo in un angolo sperduto dello sgabuzzino, col proposito ferreo che è soltanto un rinvio: riprenderò in mano la passione, altro che.

8) Dopo aver definitivamente abbandonato la passione, ci capita di imbatterci nel disgraziato che abbiamo trascinato con noi nel gorgo. In questo caso gli sviluppi sono due: o egli ha abbandonato prima e peggio di noi la passione, e allora è necessario farlo sentire in colpa, oppure è diventato un vero talento, realizza sculture che neanche Michelangelo, le espone già alla Gam, le vende per migliaia di euro. Sta dedicando la sua vita alla passione che NOI, CAZZO NOI, gli abbiamo trasmesso. In questo caso si tace. Un macigno nel petto, con una scusa si va via. E la notte stessa si cerca, verso le tre, su youtube una nuova passione a cui dedicare l’anima.

Io, oggi sono al punto 6 della mia nuova passione che amo tanto: la ricerca col metal detector.

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