La lettrice

Il tuo profilo è così netto,
il volto assorto
come una dea paziente
né gioia né fremito
mentre ti scorgo
nel dehor del bar dei cinesi

Sul tavolino
un pacchetto di sigarette
l’accendino, il caffè,
il solco di un’attesa

Penso a dove tu stia andando
in questo mondo
e nell’altro:
ad un incontro
d’amore a fine Ottocento
forse sperduta nel mezzo
dell’universo, alla stazione
dei pullman ma senza bagaglio

Tra poco, il caffè ormai freddo,
alzerai lo sguardo da quelle scie
di parole sulla carta
sentirai di colpo il rumore del mondo
Lascerai il conto, chiuderai il libro
ti perderai nel reale che ti reclama
come il dovere dopo il sogno
Ed io non saprò mai il tuo nome
né cosa tu stia leggendo

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