Diranno di me

Più o meno vent’anni fa, un ragazzo mi chiamo per propormi un’intervista. Io non avevo ancora pubblicato nulla, se non due piccoli racconti in un’antologia promossa dal Comune di Torino.
Mi disse che lavorava per un sito del Comune, appunto, nato per mettere in luce giovani creativi torinesi. “Nessun” si chiama il sito.
Al telefono (fisso, quello di casa, ovviamente, che il cellulare non ce l’avevo) la voce del ragazzo mi sembrò subito allegra, cristallina, diretta.
Ci demmo appuntamento una mattina davanti a Porta Nuova.
Arrivai, come mio solito, un dieci minuti prima. Scesi alla fermata e subito pensai: “e ora come lo riconosco?”.
Passarono i minuti e io scrutavo tutti. Mi avrebbe riconosciuto lui? Non esisteva Facebook, Google non aveva carpito ancora tutti i nostri segreti e tantomeno le nostre foto.
Alla fermata tanta gente. Iniziavo a disperare. Poi lo vidi. E lo riconobbi subito. Come se lo conoscessi da tempo, da sempre.
Andammo a prendere un caffè al Baretti. Parlammo a lungo. Aveva un piccolo registratore con il quale registrò tutta la prima ampollosa, logorroica, intervista della mia vita.
Ci salutammo ed io capii, come una folgorazione, che avrei avuto, da quel momento in poi, un nuovo, grande amico.
Quel ragazzo è Andrea Roccioletti. Oggi esce il suo ultimo libro “Diranno di me”. Un libro eccezionale, una storia come solo lui avrebbe potuto scrivere. Ed io ne sono l’editore. Andrea, con questo libro, ha raggiunto un altissimo grado di consapevolezza nella scrittura, e nel pensiero. Consapevolezza che, abbinata ad una mitezza e ad una umanità speciali, io gli ho sempre riconosciuto.
Spero che sarete in tanti a scoprire Andrea dal libro che ha scritto, e a capire un po’ di lui dal suo straordinario romanzo.
Io mi tengo stretta la sua amicizia, che negli anni è cresciuta pur rimanendo della stessa intensità.
Un’amicizia speciale: come è speciale lui, che, qualche tempo fa, si è presentato con una piccola cassetta e mi ha fatto risentire le nostre due voci adolescenti. Una mattina di venti anni fa, durante il nostro primo incontro.

 

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