E i giorni si confusero

E i giorni si confusero, martedì divenne sabato
una settimana durò un battito
E ai nemici si spuntarono le spine
cadde pioggia e poi neve e poi il sole
ma io incurante, con la mia armatura
di cotone
ti aspettavo sotto al lampione
dentro la primavera
E i sorrisi si riprodussero
come animali selvatici nel bosco
le mie mani scesero in fondo
alla vallata della tua schiena
La febbre di Uva
Le mie parole sul libro
E i peccati si aggiunsero
agli altri peccati che commettemmo
Potevamo soltanto vedere sfilare
gli invidiosi, i denti digrignati,
dai finestrini
Eravamo sul razzo che tenta l’orbita
eravamo sul terrazzo del mondo
nelle nostre tasche biglietti d’auguri
bottoni, pochi soldi
facevamo la lista della spesa dei sogni
restavamo abbracciati
Ricordi? (ora che dormi)
è soltanto ieri, ci aspetta a braccia tese
domani

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