Uva

La percezione del tempo che mi mangia
dalla mano
l’inganno di un sogno, il richiamo
astuto che fa il vento
La primavera ancora da venire
le premure con cui circondare
chi ti offre da bere
Tornare e riportare sottili fili
d’erba di memoria
nella casa che ha il tuo odore
L’uva è ancora acerba
tra le coperte su cui si adagia
e piange, agitando una zampa,
sognando sua mamma

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